XV. Pioggia e Fortuna

Foresta pluviale di Daintree, Queensland, Australia. La pioggia, a tratti poderosa, fa da colonna sonora alla permanenza nella foresta, scandendo il tempo in maniera irregolare. I giorni passano in attesa delle notti quando, nel buio di una fitta vegetazione, si svolge il lavoro sciamanico. Seduti intorno all’Uwishín, lo ascoltiamo mentre ci insegna ad accedere a mondi segreti. La foresta ci circonda e ci avvolge. Viva, magnifica, tremenda.

Cow Bay

Giuliano Rigotti. "Cow Bay", anno 2011, pastelli su cartoncino

La selva è come una grande madre: è opprimente, ti soffoca. Però ti dà qualunque cosa, ha tutto. Ha tutti i poteri possibili, e quindi tu puoi prenderli. È molto istruttivo se sai farne tesoro perché mostra realmente il tuo vero posto nel cosmo, che non è quello che ti illudi di avere in città. Le città sono finte, le hai costruite tu. Il ruolo che tu hai nella città è fittizio. La civiltà è nata dalle città, cioè un mondo a parte dove hai delle regole tue, però poi nel tempo gli uomini si sono illusi che quelle regole fossero vere, che corrispondessero ad un ordine cosmico, ma non è così. L’ordine cosmico è un altro. Tu nella città credi di avere una enorme importanza. Se muore un uomo vengono fatte subito grandi indagini, e processi, e condanne, perché ogni uomo è molto importante. In realtà è una cosa creata da noi: è come un gioco.
Ma nella selva hai la percezione del tuo valore reale: nulla. Tu potresti morire e non succede assolutamente niente. La selva ti seppellisce, scompari, e poi nasce altra vita dal tuo corpo che viene mangiato da coccodrilli. Eppure la selva ti abbraccia come un figlio. Però per lei i figli sono come flussi di Potere, possono essere continuamente sostituiti, un singolo non ha nessun peso. Quando tu hai la percezione di essere completamente irrilevante, allora sei arrivato a sentire completamente il Potere della selva, e allora puoi prenderlo davvero. Finché tu non ti senti irrilevante, non riesci a prendere realmente Potere. Perché? Perché é una legge di natura: se tu non ti svuoti, non vieni riempito. Finché tu credi di avere un’importanza o un Potere tuo, non riesci a prendere davvero quello della selva. Quando ti senti veramente di non contare nulla, come un piccolo ranocchio che può essere schiacciato da un qualsiasi passante, allora puoi prendere Potere dalla selva.
Se lo capisci con la mente e basta, non ha alcun valore. Se tu lo percepisci completamente, fisicamente, profondamente, e la mente non riesce più ad ostacolarsi, allora prendi Potere dalla selva.

Il Potere della Fortuna, della vita, è legato alla pioggia. È qualcosa che ti martella. Quando è tanto, fai fatica a reggerlo. Per questo la maggior parte delle persone non è fortunata. Sembra strano, ma non riescono a reggerla, quindi non riescono a farla passare. È come se ti mettessi al riparo dalla pioggia, se sfuggissi perché è troppo pesante. Pochi riescono a reggerla a lungo. Quelli che riescono a reggerla a lungo sono fortunati. La pioggia ti bagna, ti toglie il fiato, ti martella. Il Potere della vita è così. Il Potere della vita è senza regole.
Se tu osservi gli animali selvatici, non fanno che continuamente cercare cibo, combattersi per il territorio, combattere per accoppiarsi, per dare alla luce i figli, per salvare i piccoli. Non c’è tregua. Il Potere della vita è travolgente. Solo a chi piace farsi travolgere continuamente prende pienamente questo Potere ed è fortunato. Gli altri più o meno fanno resistenza, ed ogni resistenza è sfortuna. E chi fa molta resistenza è molto sfortunato.
Per questo i nativi sono più fortunati perché nascono in un ambiente dove si vive secondo la legge della selva e quindi si abituano da piccoli a reggere la pioggia. Invece noi, nascendo in un mondo artificiale che abbiamo creato, crediamo che sia la realtà, ma non lo è.
Ho conosciuto tante persone che mi dicevano: io ho fatto questo, quest’altro, ma non ho mai avuto Fortuna, mi meriterei della Fortuna. È un errore, il merito non c’entra niente! Questo vale nel mondo che abbiamo creato noi. L’illusione funziona nelle nostre regole. Se tu meriti io ti promuovo, se non meriti ti boccio. L’errore non sta nell’aver creato questo mondo, ma sta nel fatto che vivendoci sempre, le persone tendono a pensare che le leggi create da noi siano le leggi dell’universo, ma non è così: il merito non conta niente. Se tu ti sei impegnato, se agisci per il bene, non ti porta buona Fortuna. Non conta nulla. C’è tanta gente malvagia che ha buona Fortuna!
C’è chi dice: “ma io propongo un prodotto buono, che ha un buon prezzo e non ho Fortuna nel mio business, e c’è gente che vende delle patacche e fa i soldi”. Certo, perché non c’entra niente se vendi una cosa buona. La Fortuna è solo la possibilità di resistere alla pioggia.
Questo non vuol dire che tu te ne devi fregare di tutti quelli che sono i tuoi valori, ma non puoi pensare che i tuoi valori ti guadagnino ricompensa o Fortuna. Non succede questo, non hanno niente a che vedere. Ci sono carogne che sono fortunate, e persone bravissime da diversi punti di vista che hanno cattiva sorte.

Ma cos’è fare il bene?

Ci sono varie teorie. Ogni città decide che cos’è buono e cos’è cattivo. Questo già dovrebbe far capire che non sono leggi di natura, perché cambiano nel tempo. Ad esempio fino a quarant’anni fa abortire era un crimine, adesso è un diritto sacrosanto. Una volta una persona poteva pensare che chi aveva abortito, veniva punito: portava sfortuna. Adesso invece dovrebbe pensare che non è vero. Ma cos’è? La Fortuna, le leggi di natura cambiano secondo le leggi degli uomini? È un pochino presuntuoso pensarlo. È impossibile. È ovvio che non c’entrano niente. Siccome la morale cambia, non ha nulla a che fare con la Fortuna e col volere divino.
Gli Dèi non sono nostri servitori. Non fanno quello che vogliamo noi.

Esiste un bene assoluto?

No.

Eppure lo sciamano dice: “Questa è buona medicina”, quando qualcosa è buono. Non si riferisce ad un bene superiore?

Sì, ma è contingente; in questo caso è buona medicina. Non c’è una cosa assoluta: è un’illusione, è tutto relativo a qualcos’altro. Per gli aztechi era bene sacrificare i nemici al Sole. Poi sono arrivati i cristiani che hanno detto “ma no, siete dei servi del diavolo!”

Así es.